Conegliano Valdobbiadene: il cuore del Prosecco Superiore DOCG
- Redazione

- 28 lug
- Tempo di lettura: 4 min
Ci sono luoghi che non hanno bisogno di presentazioni: ti parlano da soli. Il territorio tra Conegliano e Valdobbiadene è uno di quei posti che, quando ci arrivi, ti costringono a rallentare. Non perché sia difficile guidare tra le curve ma perché ogni collina sembra chiederti di guardarla un secondo in più. È un territorio che non si limita a produrre vino: lo respira.

Denominazione Conegliano Valdobbiadene DOCG, Glera e Prosecco
Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è una delle denominazioni più antiche e prestigiose d'Italia. L'area si estende su 15 comuni nella provincia di Treviso, da Conegliano a Valdobbiadene. Nel luglio 2019, l'UNESCO ha riconosciuto il paesaggio collinare come Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Il termine Prosecco invece ha origini antiche e compare per la prima volta nel 1754, citato da Aureliano Acanti nel Il Roccolo Ditirambo . Il nome deriva dal piccolo villaggio di Prosecco, vicino a Trieste, dove si coltivava un’uva chiamata Prosecco o Prosecho. Nel XV–XVI secolo, i veneziani iniziano a diffondere questa varietà verso le colline trevigiane, dove trova condizioni ideali . Nel 1772, Francesco Maria Malvolti collega per la prima volta il termine Prosecco ai vini delle colline di Conegliano e Valdobbiadene, consolidando l’associazione territoriale .
Tra Ottocento e Novecento, il nome si diffonde grazie alla crescita della viticoltura locale e alla nascita della Scuola Enologica di Conegliano nel 1876, che ne formalizza lo studio . Negli anni ’60, il termine Prosecco identifica ufficialmente un vino bianco locale con la prima DOC del 1969 . Nel 2009 avviene la svolta: Prosecco diventa denominazione geografica, mentre il vitigno viene rinominato Glera, per proteggere l’origine e impedire usi impropri del nome. Da allora Prosecco non indica più l’uva, ma solo il vino e il suo territorio storico. Oggi è uno dei vini più conosciuti al mondo, ma la sua identità resta profondamente legata alle colline di Conegliano Valdobbiadene.
Il vino prodotto con questa denominazione deve contenere almeno l'85% di Glera.
Mi raccomando, non va confusa con l'altra DOCG: Colli Asolani Prosecco.
Caratteristiche del vitigno Glera
Oggi la Glera è considerata un vitigno “interprete” del territorio, capace di riflettere ogni collina con finezza. La sua semi‑aromaticità permette di leggere il paesaggio senza coprirlo. La maturazione lenta garantisce freschezza e eleganza. Profilo aromatico: fiori bianchi (acacia), frutta fresca (pera, mela golden, pesca bianca), mandorla. Viene vinificato salvo rare eccezioni con il Metodo Charmat.
Terminologie legate al Prosecco
Versioni/residuo zuccherino: Brut (0-12 g/l), Extra Dry (12-17 g/l) e Dry (17-32 g/l)
Cartizze: il grand cru da 107 ettari a Valdobbiadene
Rive: vini da singolo comune o frazione, vendemmia manuale
Col Fondo (sui lieviti): versione rifermentata in bottiglia con lieviti
Le Rive: la geografia delle sfumature

Le Rive sono un po’ come i quartieri di una città: ognuna ha la sua personalità. C’è la Riva che profuma di fiori bianchi, quella che regala più struttura, quella che matura tardi, quella che sorprende con una freschezza quasi montana.Le Rive sono 43 Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) ufficialmente riconosciute dal disciplinare. Le Rive non sono utilizzabili per il Cartizze, per il Prosecco "sui lieviti" e devono rispettare tre obblighi:
Vendemmia esclusivamente manuale
Uve 100% provenienti dalla Riva indicata
Annata obbligatoria in etichetta
Principali rive e caratteristiche:
Comune / Riva | Altitudine media | Suolo e clima | Profilo sensoriale tipico |
Guia (Valdobbiadene) | 250–350 m | Argilloso‑sabbioso, buona ritenzione idrica | Floreale (acacia, rosa), fruttato (mela, pera), equilibrio tra freschezza e rotondità |
San Pietro di Feletto | 150–300 m | Argille e conglomerati di roccia e sabbia | Spumanti strutturati, con acidità viva e note di macchia mediterranea |
Col San Martino (Farra di Soligo) | 200–350 m | Terreni calcarei e ben drenati | Elegante, salino, con sentori di mela, pesca e glicine; perlage fine e persistente |
Santo Stefano (Valdobbiadene) | 250–400 m | Suoli marnosi e calcarei | Verticale e minerale, con note di agrumi e fiori bianchi |
Vidor | 150–250 m | Sabbioso‑limoso | Più morbido e fruttato, con accenti di pera e pesca gialla |
Cison di Valmarino | 250–400 m | Calcareo‑argilloso | Fresco, con profumi di erbe alpine e frutta bianca |
Refrontolo | 200–300 m | Argilloso‑calcareo | Ricco e rotondo, con note di miele e frutta matura |
Conegliano (Ogliano, Scomigo, Colfosco) | 150–250 m | Argille rosse e sabbie | Più strutturato, con note di mela renetta e nocciola |
Tarzo e Arfanta | 250–400 m | Suoli misti con forte pendenza | Freschezza marcata, profumi di agrumi e fiori di campo |
Follina e Farrò | 250–350 m | Calcareo‑argilloso | Elegante, con equilibrio tra acidità e dolcezza fruttata |
La Strada del Prosecco e il Patrimonio Unesco
La più antica strada del vino d'Italia, istituita nel 1966. Collega Conegliano a Valdobbiadene in 47 km attraverso colline, borghi e cantine. Il riconoscimento UNESCO ha dato a queste colline una luce internazionale, ma chi ci vive sa che la vera bellezza sta nella quotidianità: nel trattore che sale dove non dovrebbe salire, nel rumore delle forbici a gennaio, nel profumo dell’erba tagliata, nel silenzio della vigna al tramonto.
Non è un territorio da cartolina: è un territorio da vivere. E forse è proprio questo che lo rende speciale.

Le migliori cantine della denominazione secondo Pupitres
Adami (Vidor)
Andreola (Farra di Soligo)
Bele Casel (Caerano di San Marco)
Bianca Vigna (Conegliano)
Bisol1542 (Santo Stefano)
Borgo Antico (Conegliano)
Bortolomiol (Valdobbiadene)
Le Bertole (Valdobbiadene)
Le Colture (Valdobbiadene)
Le Volpere (Farra di Soligo)
Marchiori (Farra di Soligo)
Merotto (Col San Martino)
Ruggeri (Valdobbiadene)
Sanfeletto (SAn Pietro di Feletto)
Sorelle Bronca (Colbertaldo)







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