CANTINA TERRE GROSSE: BIOLOGICO, SI-PUO'-FARE!
- Redazione

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Vini buoni, Identità, Territorio, Sostenibilità e Innovazione.

Visitare la cantina Terre Grosse di Zenson di Piave significa in primis immergersi in una storia di famiglia che attraversa quasi un secolo, abbracciando la tradizione, l'amore per la terra, la fiducia nelle nuove generazioni e soprattutto la capacità di affrontare le difficoltà della vita. Situata sulla sponda destra del fiume Piave, questa realtà per noi deve rappresentare un punto di riferimento per chi cerca vini autentici, e prodotti con un approccio sostenibile e biologico. L’esperienza vissuta tra vigneti inerbiti, anfore di terracotta e la degustazione guidata da Linda, si è rivelata un percorso sensoriale e culturale che merita di essere raccontato a chi ci segue.
Storia e identità di Terre Grosse
La storia di Terre Grosse affonda le sue radici nel 1931, quando il bisnonno Pietro Toninato, reduce dalla Grande Guerra, si stabilì con la famiglia a Zenson di Piave.

Su queste terre argillose, chiamate appunto “terre grosse”, Pietro avviò la coltivazione dei primi vigneti e la produzione di vino destinato alle osterie locali. Negli anni, la passione per la viticoltura si è trasmessa di generazione in generazione, passando attraverso il figlio Alessandro e poi Diego, che ha dato un impulso decisivo all’azienda, introducendo varietà autoctone come Raboso Piave, Raboso Veronese e l’antico Grapariol (Rabosina bianca).
Dopo la prematura scomparsa di Diego nel 2012, la sorella Nadia, insieme ai figli Nicola e Denise e alla nuora Linda, partendo quasi da zero, hanno raccolto il pesante testimone, portando avanti la missione di tenere in vita la cantina e la tradizione familiare. Oggi, quindi, Terre Grosse è una cantina alla quarta generazione.
Con una produzione di circa 20.000 bottiglie annue, Terre Grosse si configura come una piccola realtà artigianale, dove ogni fase della lavorazione è seguita con attenzione e cura. La scelta di mantenere una produzione limitata consente di garantire elevati standard qualitativi e di sperimentare nuove tecniche senza compromessi. La distribuzione avviene principalmente attraverso il canale diretto, sia in cantina che tramite l’e-commerce aziendale.
Vitigni Coltivati e Identità Ampelografica
Terre Grosse coltiva circa 8 ettari di vigneto, suddivisi tra varietà autoctone e internazionali. Tra i vitigni storici del Piave spiccano il Raboso del Piave, il Raboso Veronese e il Grapariol (o Rabosina bianca), veri e propri ambasciatori del territorio.
Recenti ricerche hanno individuato due biotipi di Grapariol: Rabosina bianca (Grapariol Barbaran) e Rabosa bianca/Rabosazza (Grapariol Mamprin). L'azienda coltiva il primo: un antico vitigno trevigiano documentato fin dal Seicento e recuperato negli anni ’80‑’90 da Simeone Barbaran proprio a Zenson di Piave.

Accanto a questi, trovano spazio anche Manzoni Bianco 6.0.13, Glera, Verduzzo, Refosco dal Peduncolo Rosso, Sauvignon, Cabernet Franc e Pinot Grigio.
Di recente, l’azienda ha investito anche nella coltivazione di vitigni resistenti alle malattie fungine (PIWI), come Johanniter, Muscaris, Aromera e Sauvignon Kretos che vengono utilizzati per la produzione di vini innovativi e sostenibili, come il Distinto.
Evoluzione, innovazione e filosofia
Negli ultimi anni, l’azienda ha intrapreso un percorso di profonda innovazione, sia in campo che in cantina. Dal 2015 è iniziata la conversione al biologico, culminata con la certificazione ottenuta nel 2018.

La filosofia di Terre Grosse si fonda su una gestione naturale, sia in vigna che in cantina, con l’obiettivo di ottenere vini eleganti, autentici e dotati di una forte personalità. L’azienda si distingue anche per l’adozione di tecnologie innovative, come sensori climatici, stazioni meteorologiche e sistemi di monitoraggio della superficie fogliare, che consentono di ottimizzare gli interventi agronomici e ridurre al minimo l’impatto ambientale.
La filosofia produttiva di Terre Grosse è improntata al massimo rispetto per l’ambiente e la biodiversità. L’erba alta tra i filari - spesso oggetto di curiosità da parte dei visitatori - è mantenuta per favorire la biodiversità e la formazione di humus stabile, contribuendo alla fertilità biologica del suolo.
I trattamenti fitosanitari sono limitati all’uso di rame e zolfo, come previsto dal disciplinare biologico, e vengono effettuati nei momenti cruciali della stagione, grazie al supporto di sensori climatici e software di monitoraggio. La concimazione è anch’essa minimale, basata sull’utilizzo di compost di vinaccia o digestato biologico, senza ricorso a prodotti di sintesi.Inoltre, come già anticipato, l’azienda ha introdotto vitigni resistenti (PIWI), come Johanniter, Muscaris, Aromera e Sauvignon Kretos, che permettono di ridurre ulteriormente i trattamenti e rappresentano una scelta lungimirante in termini di sostenibilità e adattamento ai cambiamenti climatici.
La gestione agronomica si basa su una costante osservazione del vigneto e sull’adozione di pratiche innovative, come l’inerbimento permanente, la lotta biologica con ferormoni e l’uso di stazioni meteorologiche per il monitoraggio delle malattie. La selezione manuale dei tralci e la riduzione della quantità di grappoli per pianta garantiscono una maggiore qualità delle uve e una concentrazione aromatica superiore.
In cantina, la filosofia è altrettanto essenziale e trasparente: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessuna chiarifica né filtrazione, solforosa ridotta al minimo indispensabile e affinamenti lenti, spesso sulle fecce fini. L’obiettivo è accompagnare ogni vino verso la sua espressione più naturale, senza interventi correttivi o eccessi tecnologici, lasciando che sia il territorio a parlare attraverso il calice.
In cantina, Terre Grosse adotta un approccio che unisce la riscoperta dei metodi tradizionali con la voglia di sperimentare nuove tecniche. Le fermentazioni sono tutte spontanee, con malolattica e senza aggiunta di lieviti selezionati. La totale assenza di chiarifica e filtrazione permette di preservare la complessità e la vitalità dei vini.
Il territorio del Piave: un patrimonio da valorizzare

Il territorio di Zenson di Piave, nel cuore della provincia di Treviso, è caratterizzato da suoli prevalentemente argillosi e limosi, ricchi di sostanza organica e humus. Queste “terre grosse” conferiscono alle viti una straordinaria capacità di affondare le radici in profondità, garantendo nutrimento costante e una riserva idrica preziosa anche nelle annate più siccitose.

La presenza del fiume Piave, con il suo microclima temperato e le escursioni termiche tra giorno e notte, favorisce una maturazione lenta e completa delle uve, esaltando la freschezza, la mineralità e la complessità aromatica dei vini. I terreni argillosi, in particolare, sono noti per produrre vini di grande struttura, corpo pieno e tannini decisi, mentre le frazioni limose e ghiaiose contribuiscono a una maggiore finezza e profondità aromatica.
Il Piave non è solo un elemento geografico, ma rappresenta un vero e proprio simbolo identitario per Terre Grosse. Le vigne si estendono sulla sponda destra del fiume, in un paesaggio che racconta la storia della viticoltura veneta e delle sue battaglie per la sopravvivenza e la rinascita dopo i conflitti del Novecento. Il legame con il territorio si esprime anche nella scelta di coltivare vitigni autoctoni e resistenti, capaci di interpretare al meglio le peculiarità pedoclimatiche della zona.
Descrizione dei vini degustati
GASPARIOL COL FONDO - VENETO IGT - 2021 - SIMBOLO CANTINA
Vol: 11%
Vitigni: 100% Gapariol (o Rabosina bianca)
Vinific.: acciaio per circa 5 mesi e poi affina sulle fecce nobili per circa 8 mesi + 3 mesi in bottiglia. Tappo: a corona Bottiglie: 5.000 ~ 👃crosta di pane, mela, pera, lime, cedro ... 👄secco, zero zuccheri, agrumi, mela verde, verticale nonostante annata matura ... 🍽️vino da aperitivo rinforzato, frittura di pesce ...
⏳indicativamente da consumare subito (entro 2 anni al massimo)
2. GL'ERA 'NA VOLTA - VENETO IGT - 2021 ➡️ ORIGINALE
Vol: 11%
Vitigni: 100% Glera
Vinific.: dopo una breve macerazione (5-6 giorni) fa circa 6 mesi in acciaio sulle fecce fini. In primavera si aggiunge il mosto da uve di Glera appassite per riattivare la fermentazione. Tappo: a corona 👃crosta di pane, mela, pera, fiori bianchi ... 👄secco, zero zuccheri, morbido, agrumi, mela verde, finale ammandorlato ... 🍽️aperitivo per intenditori, baccalà mantecato ...
⏳indicativamente da consumare subito (entro 2 anni al massimo)
3. MANZONI BIANCO - VENETO IGT - 2023 ➡️➡️ ELEGANTE
Vol: 12,5%
Vitigni: 100% Manzoni bianco
Vinific.: dopo breve macerazione fa 6 mesi in acciaio e una piccola parte (15%) in botte di rovere di lieve tostatura (tonneau 5 hl) Tappo: Nomacorc 👃meraviglioso campo di fiori bianchi, camomilla, pesca, nocciola, miele ...
👄minerale, morbido, bella persistenza ...
🍽️ linguine ai gamberi ...
⏳indicativamente da consumare entro 5 anni circa dall'imbottigliamento
4. CONCRETO - VENETO IGT - 2021 ➡️➡️ VINO TOP
Vol: 13%
Vitigni: 100% Manzoni bianco
Vinific.: 5 mesi in anfora con le bucce più altri 7 mesi senza bucce.
Tappo: Sughero monopezzo 👃note minerali, smalto, erbe aromatiche, fiori gialli, sottobosco, pepe ...
👄 minerale, leggermente tannico, persistente
🍽️ risotto ai funghi ...
⏳indicativamente da consumare entro 5 anni circa dall'imbottigliamento
5. MATTO - VENETO IGT - 2024 - ESPERIMENTO
Vol: 12%
Vitigni: 100% mutazione di Marzemino
Vinific.: acciaio
Nome: considerato dalla famiglia inizialmente come un Pinot Grigio "matto".
Annata: prima annata in produzione
👃👄Profilo ancora in assestamento: sarà interessante verificarne la crescita nelle prossime annate.
6. DISTINTO - VENETO IGT - 2022 - VERTICALE
Vol: 13%
Vitigni: Johanniter, Muscaris, Aromera e Sauvignon Kretos
Vinific.: 6 mesi in acciaio con macerazione
Tappo: Sughero monopezzo
👃 sentori quasi di passito (miele, datteri), moscato, sambuco, erbe aromatiche ...
👄 sapido, leggermente tannico con finale ammandorlato ...
🍽️ carni bianche, formaggi stagionati ...
⏳indicativamente da consumare entro 5 anni circa dall'imbottigliamento
7. CABERNET FRANC - VENETO IGT - 2022 - PROMOSSO CON RISERVA
Vol: 12%
Vitigni: 100% Cabernet Franc
Vinific.: 6 mesi in acciaio
Tappo: Diam 5
Filosofia: vino quotidiano, pronta beva
👃naso un po' chiuso in questa bottiglia/annata, frutti di bosco, pepe verde ...
👄fresco, tannino levigato ...
🍽️roast-beef ...
⏳indicativamente da consumare entro 5 anni circa dall'imbottigliamento
8. RABOSO - VENETO IGT - 2021 ➡️➡️ QUALITA'/PREZZO
Vol: 12,5%
Vitigni: 100% Raboso del Piave
Vinific.: 6 mesi in acciaio, parziale appassimento
Tappo: Diam
👃marasca, mora, prugna, arancia rossa, rosa rossa, tabacco, note terrose e di sottobosco, pepe rosa, chiodi di garofano ...
👄 sapido, con tannino scalpitante e acidità schietta, bilanciati da un passaggio in legno che dona morbidezza e complessità
🍽️ polenta con funghi e soppressa ...
⏳indicativamente da consumare entro 8 anni circa dall'imbottigliamento
9. RABOSO IN ANFORA - VENETO IGT - 2025 - ESPERIMENTO
Vol: 12,5%
Vitigni: 100% Raboso del Piave
Vinific.: in anfora
Filosofia: raboso in sincerità
👃marasca, frutti di bosco, melagrana
👄verticale, molto tannico, spremuta di melagrana
🍽️ anatra arrosto con agrumi ...
⏳indicativamente da consumare entro 10 anni circa dall'imbottigliamento
10. DORAJ PASSITO - VENETO IGT - 2021➡️ PIACEVOLE
Vol: 16%
Vitigni: Verduzzo friulano (70%), Grapariol (15%) e Sauvignon (15%)
Vinific.: appassimento 3 mesi quindi qualche mese in acciaio per terminare in barrique per 12 mesi.
👃classici sentori da passito: albicocca matura, miele, datteri, agrumi canditi ...
👄 caldo, fresco, equilibrato, non stucchevole
🍽️ formaggi erborinati
⏳indicativamente da consumare entro 8 anni circa (dall'imbottigliamento)
Conclusioni: Terre Grosse, un modello d'autenticità
La visita a Terre Grosse di Zenson di Piave è stata un’esperienza che va oltre la semplice degustazione di vini: è un viaggio nella storia, nella cultura e nell’innovazione di un territorio unico.
I vini di Terre Grosse sono espressione autentica del Piave: rustici e profondi come il Raboso, freschi e minerali come il Grapariol, complessi e sorprendenti come il Manzoni Bianco in anfora. Ogni calice racconta una storia di dedizione, ricerca e amore per la terra, offrendo al pubblico di sommelier e appassionati un’esperienza sensoriale e culturale di altissimo livello.
In un panorama enologico sempre più globalizzato, Terre Grosse rappresenta un modello di eccellenza e autenticità, capace di valorizzare il territorio e di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. Un esempio virtuoso di come la passione, e il rispetto per l’ambiente possano dare vita a vini che emozionano e lasciano il segno per la loro autenticità.
Per maggiori dettagli:
Homepage - Az. Agr. Terre Grosse



























































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