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Teroldego Rotaliano: caratteristiche, storia e abbinamenti dell'«oro del Tirolo».

Originario del Trentino, questo vitigno autoctono racchiude in sé una storia e caratteristiche che affascinarono anche Mario Soldati.

teroldego - Pupitres.it

Caratteristiche del Teroldego.

Si distingue per un colore rubino intenso, con riflessi violacei. Al naso, il Teroldego regala un aroma intenso e complesso, con note di frutta rossa matura (frutti di bosco, ciliegie, lamponi, prugne), fiori (rose rosse, viole) e un tocco speziato (liquirizia, vaniglia).

In bocca prevale una struttura piena e il suo gusto persistente. I vini prodotti da questa varietà di uva hanno una buona acidità e tannini morbidi, che li rendono equilibrati e piacevoli da bere. Può essere vinificato in diversi stili, dal vino giovane e fruttato al vino più complesso, invecchiato in legno.

E' particolarmente adatto al clima e al terroir del Trentino-Alto Adige, che conferiscono ai vini una freschezza e una mineralità distintive: in particolare, si esprime al meglio sui terreni alluvionali ricchi di ghiaia e sabbia, che favoriscono la maturazione delle uve e la concentrazione dei sapori.


Storia e origine del Teroldego.

L'origine precisa di questo vitigno è ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi, una versione ritiene si tratti di una varietà veronese arrivata dalla Valpolicella, la Tirodola, mentre un'altra lo ritiene un vitigno autoctono nato nella zona di Sorni. Un'ampia analisi del DNA ha rilevato legami del Teroldego con Lagrein (probabilmente il "genitore"), Marzemino, Syrah e Pinot nero. Alcuni studi del Prof. Attilio Scienza (università di Milano) ipotizzano una correlazione anche con il vitigno Merlina, coltivato nella zona di Berbenno in Valtellina.

Versioni un po' più concrete, fanno invece risalire il nome al termine "Tiroler gold", che significa "oro del Tirolo", in riferimento al colore dorato che assumevano le foglie delle viti in autunno. Alcuni ancora sostengono che il nome derivi dal termine "teroldegh", che in dialetto locare significa "terreno freddo", a causa del clima fresco della regione.


Gagliarda la trovata commerciale della cantina Marco Donati che ha intitolato "Sangue di Drago" uno dei loro migliori Teroldego. Secondo la leggenda il nome Teroldego deriverebbero da “Sangue di drago”, come similitudine al suo colore rosso vivo con riflessi violacei. La leggenda vuole che un basilisco (creatura mitologica) sia stato ucciso dal cavaliere Firmian, nelle grotte dell’eremo di Castel San Gottardo a Mezzocorona.

Durante i secoli, il Teroldego ha subito alti e bassi nella sua popolarità, ma negli ultimi decenni ha conosciuto un vero e proprio rinascimento grazie all'impegno di viticoltori e produttori locali.


Teroldego e la Piana Rotaliana.

Il Trentino e in particolare la Piana Rotaliana (zona tra Mezzocorona, Mezzolombardo e Grumo San Michele all’Adige) è un luogo ideale per la coltivazione del Teroldego grazie al suo clima fresco e alle caratteristiche del terroir. I vigneti del Trentino si estendono su colline e pendii esposti al sole, che favoriscono la maturazione delle uve e la creazione di vini di alta qualità. Questo vitigno ha una lunga tradizione vitivinicola e vanta una DOC (Teroldego Rotaliano DOC) riconosciuta nel 1971.

Teroldego: vino rosso o rosato?

Il Teroldego è un vitigno rosso, quindi il vino prodotto da questa uva è naturalmente di colore rosso. Tuttavia, è importante sottolineare che esistono diverse sfumature di rosso, che vanno dal rubino intenso al rosso più chiaro. Questa varietà di uva può dare origine a vini giovani e fruttati, così come a vini più complessi e invecchiati.

Nonostante il Teroldego sia principalmente vinificato come vino rosso, alcuni produttori producono anche in rosato.

Di una versione rosata, il "maso" di Pierfranco Donati, nel suo celebre "Vino al vino", Mario Soldati scrisse:

Ed esiste un’altra qualità Teròldego. Non migliore, ma, a mio giudizio, ancora più raffinato. Intendiamoci: sono le stesse uve, sempre di puro vitigno Teròldego: è differente la lavorazione. Sono vinificate “in bianco“. Immediatamente appena pigiato, il mosto è separato dalla buccie, e per sempre. Ne viene fuori quel delizioso Teroldego Rosato, che è uno dei pochi autentici rosé che conosco: e comprendo nella mia memoria tutti i rosé francesi che ho assaggiato .

I migliori abbinamenti con il Teroldego.

Il Teroldego si presta a diversi abbinamenti culinari grazie alla sua struttura equilibrata e al suo carattere versatile. Ecco alcuni suggerimenti di Pupitres per abbinare al meglio il Teroldego:

1. Carne di cervo: la struttura tannica del Teroldego si sposa perfettamente con la carne di cervo, creando un abbinamento ricco e saporito;

2. Speck: il sapore affumicato dello speck si armonizza bene con la complessità aromatica del Teroldego, creando un abbinamento gustoso;

3. Formaggi stagionati: i formaggi come il Grana Trentino e il Puzzone di Moena si combinano bene con la complessità del Teroldego, creando un abbinamento saporito e armonioso;

4. Canederli: i canederli, gnocchi di pane tipici dell'Alto Adige, si sposano bene con la freschezza e la mineralità del Teroldego, creando un abbinamento interessante.


Alcune cantine consigliate da Pupitres.

Consigli per la degustazione del Teroldego.

Quando acquisti una bottiglia di Teroldego, è importante prestare attenzione all'etichetta per scegliere un vino di qualità. Cerca indicazioni come "Denominazione di origine controllata" (DOC) o "Denominazione di origine controllata e garantita" (DOCG), che garantiscono l'origine e la qualità del vino.

Per gustare al meglio il Teroldego, è consigliabile servirlo a una temperatura di circa 16-18°C per i vini giovani e 18-20°C per i vini più strutturati. Questo ti permetterà di apprezzare al meglio le caratteristiche aromatiche e gustative del vino.


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